Il Progetto 3T per una scuola delle persone competenti

«Sarà anche possibile far sì che le persone apprendano ciò che noi vogliamo,
ma in futuro ricorderanno e useranno solo ciò che ha un senso per loro».

(D. Jonassen, 2007)

 

La società attuale sta vivendo una fase di profonde trasformazioni culturali, economiche e politiche, che influenzano fortemente il modo di pensare e di agire delle persone e, in particolare, delle giovani generazioni.

Nella liquidità del terzo millennio, in cui molti contesti di vita quotidiana si modificano prima ancora che l’agire umano riesca a consolidarsi in abitudini e procedure, sorge più che mai l’esigenza non solo di “sapere” e “saper fare”, ma principalmente di  “saper e voler agire e reagire” con efficacia ed efficienza in contesti liquidi, imprevisti, incerti, complessi, eterogenei, trovando equilibrio nel movimento.

In quest’ottica, i Paesi dell’Unione Europea si stanno impegnando a modificare i paradigmi dell’educazione, anche sulla base delle indicazioni contenute nella strategia Europa 2020, approvata nel marzo 2010 dal Consiglio Europeo, in cui emergono gli obiettivi per una crescita intelligente, sostenibile, solidale e inclusiva.

In questa nuova prospettiva, la scuola delle persone competenti dovrebbe fornire una risposta affinché l’individuo possa divenire protagonista responsabile della sua crescita personale e sociale, attraverso un impegno durevole per tutto l’arco della vita.

La competenza non è un “qualcosa” che si manifesta all’improvviso nell’individuo. E’ intesa come “saper agire, reagire e co-agire pensando”, un processo che chiama in gioco molteplici fattori caratterizzanti le diverse dimensioni della personalità del soggetto in formazione (dimensione cognitiva e metacognitiva, pratico-operativa, intra e intersoggettiva) e che ne valorizza tutte le potenzialità. E’ un processo di crescita graduale in ambienti educativi significativi, coerenti e adeguati, rispettosi della singolarità e complessità di ogni individuo.

Il processo di costruzione e sviluppo della competenza si può sintetizzare in quell’apprendere ad apprendere (cfr. quinta competenza-chiave in Raccomandazione europea 2006/962/CE) che diventa, nella complessa e fluida knowledge society, la chiave di volta per:

  • lo sviluppo di un’identità consapevole e aperta (competenze individuali);
  • la costruzione di una cittadinanza autentica (competenze collettive).

Il bambino e il giovane di oggi, per diventare un cittadino capace di agire, re-agire e co-agire pensando in una società in cui l’unica certezza è l’incertezza, non può essere istruito secondo i principi di una didattica tradizionale trasmissiva e nozionistica. Nella scuola delle persone competenti è indispensabile pensare a percorsi formativi learning centered, orientati a valorizzare la centralità dell’allievo, soggetto attivo del proprio apprendimento. Un allievo, pertanto, non con una testa piena ma con una testa ben fatta, dotato di pensiero critico e divergente, di intraprendenza e responsabilità, di coscienza sociale e spirito di solidarietà.

«La diffusione delle tecnologie di informazione e di comunicazione è una grande opportunità e rappresenta la frontiera decisiva per la scuola. Si tratta di una rivoluzione epocale, non riconducibile a un semplice aumento di mezzi implicati nell’apprendimento. La scuola non ha più il monopolio delle informazioni e dei modi di apprendere. Le discipline e le vaste aree di cerniera tra le discipline sono tutte accessibili ed esplorate in mille forme attraverso risorse in continua evoluzione». (Cfr. Indicazioni nazionali per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, 2012).

Le tecnologie, dunque, soprattutto quelle emergenti, le tecnologie digitali e sociali, possono diventare per gli studenti:

  • partner intellettuali che aiutano a pensare, perché gli studenti apprendono “con” e non “dalle” tecnologie;
  • strumenti/artefatti che valorizzano, accanto al sapere formale, quello informale e non formale;
  • strumenti che offrono scaffolding cognitivo e affettivo, promuovendo quella competenza digitale che dovrebbe caratterizzare il cittadino europeo del 2020.

In questo quadro si inserisce il Progetto “3T: Tessere Tanti Testi”, un percorso formativo significativo mediato dalle tecnologie, che, fondandosi su un modello pedagogico, metodologico, didattico di matrice socio-costruttivista, fa dell’apprendimento e della comunicazione un’“impresa sociale” (Knowledge-Building Community), orientata alla cittadinanza attiva, responsabile e consapevole.
Un percorso di apprendimento significativo:

  • che mira a far emergere e a valorizzare i TALENTI degli studenti che progettano il futuro;
  • che fa delle TECNOLOGIE dei “partner intellettuali” che aiutano a pensare, strumenti per vincere la sfida dell’innovazione utilizzati da chi investe nel futuro;
  • che educa alla TOLLERANZA per una gestione consapevole e intenzionale dell’interazione comunicativa aperta al futuro.

Ma attento al TERRITORIO, al contesto di vita del soggetto in situazione di apprendimento.

 

Barbara Bevilacqua
25 ottobre 2012

Aggiornamento: 27 gennaio 2013

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Presentazione

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Bibliografia

  • Z. Bauman, Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari, 2000 e Vita liquida, Laterza, Roma-Bari, 2008.
  • J. Bruner, La ricerca del significato. Per una psicologia culturale, Bollati Boringhieri, 1992.
  • M. Comoglio, Insegnare e valutare con il portfolio, saggio introduttivo al volume La nuova scuola primaria, Edizioni Fabbri.
  • F. Da Re et alii, Formare giovani autonomi e responsabili: la didattica per competenze in Veneto, Pubblicazione del MIUR-USR del Veneto, Grafiche Serenissima, 2009.
  • R. Florida, L’ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni, Mondadori, 2003.
  • H. Gardner, Intelligenze multiple, Edizioni Anabasi, Milano, 1994.
  • D. Jonassen et alii, Meaningful Learning with technology, Pearson Education, Upper Saddle River – New Jersey – Columbus – Ohio, 2008.
  • G. Le Boterf, Costruire le competenze individuali e collettive. Agire e riuscire con competenza. Le risposte a 100 domande, Ed. italiana tradotta da M. Vitolo et alii, A. Guia Editore, Napoli, 2008.
  • G. Marconato, P. Litturi, Conversazione con David Jonassen, Sistemi & Impresa, No. 9, 2005.
  • E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Cortina Raffaello, Milano, 2000.
  • D. Nicoli, Una scuola delle persone competenti, in G. Malizia, S. Cicatelli (a cura di), Verso la scuola delle competenze, Armando Editore, Roma, 2009.
  • A. Spinelli, Un’officina di uomini. La scuola del costruttivismo, Liguori Editore, Napoli, 2009.

Sitografia

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